When I told someone that I was going to move to Bangalore, the person stared at me open-mouthed for 10 seconds. It happened every time. I named it the Bangalore effect.

Quando dicevo a qualcuno che stavo per trasferirmi a Bangalore, tutti rimanevano a guardarmi a bocca aperta per 10 secondi. Succedeva ogni volta. L’ho chiamato l’effetto Bangalore.

14 responses »

  1. Your journey to India certainly sounds like an adventure and we’ll be following you along it, wishing you a fantastic time with every kind of exciting, new and usefule experience.
    Love, Anders, Karin and Malin

  2. entro oggi per la prima volta sul vostro spazietto bangalorese, Maunela la conoscevo già ed è bellissimo seguire le sue impressioni, Luca è stata una piacevolissima scoperta, quanto scrivi bene, complimenti!

    Manu, sono annina di let’s sew … da oggi vi seguo con continuità carissima la nostra esploratrice smack

      • Ciao, sono stata a Bangalore ano scorso e tornata in India quest anno perchè voglio avviare una cooperativa agricoltura ecosostenibile solo per donne povere. sto anche scrivendo un libro a supporto e ti vorrei chiedere un commento su questo che scriverò nel libro:
        Secondo gli esperti, è una città che si sta autodistruggendo a causa dei veleni mortali derivanti dallo smaltimento selvaggio di spazzatura tecnologica, che arriva pure da tutto l’Occidente e soprattutto dagli USA. La Cina e altri paesi asiatici vietano da tempo questo import. Quasi tutte le ditte di riciclaggio sono impreparate, e usano prodotti chimici tossici per ottenere dai rifiuti materiale riciclabile. La gran parte degli scarti, finisce in normali discariche, e brucia a basse temperature, inquinando l’aria con sostanze letali come la diossina. Altro materiale dannoso va negli immondezzai abusivi e senza controllo che circondano le periferie, e inquina le falde acquifere a livelli paurosi.
        In un anno, l’ammasso di e-waste a Bangalore comprende: 1000 tonnellate di ferro, 1000 di plastica, 350 di rame, 300 di piombo, 43 di nickel e 0,23 di mercurio. E sono quantità sempre in vertiginoso aumento questo perchè non esistono regole di smaltimento e controlli. ma le cifre sono in continuo aumento perché non c’è regola e non c’è controllo in questo settore.
        Le conseguenze sulla salute di sostanze come il berillio, il piombo o il mercurio liberate nell’ambiente e nelle acque, sono da molti anni conosciute e gravissime: dall’infarto a danni irreversibili al fegato il quadro è assolutamente preoccupante.
        CIAO GRAZIE E BUONA PERMANENZA Là
        GIULIA

  3. Ciao Giulia, quanto tempo sei stata a Bangalore? Non ho dati concreti per commentare quello che scrivi. Nella mia esperienza quotidiana qua, percepisco molti problemi piu’ immediati, allarmanti e visibili. Per esempio, se un bimbo piccolo vive in un cantiere tra attrezzi pericolosi, cani randagi e materiali edili, credo che i danni a lungo termine di sostanze dannose siano trascurabili per lui. Il discorso dell’agricoltura ecosostenibile puo’ essere interessante per la classe medio alta, che aspira a uno stile di vita piu’ sano e che e’ interessata ai problemi sociali. So che un’associazione del mio quartiere sostiene delle iniziative simili.

  4. Ciao, sono stata a Bangalore una settimana l anno scorso e circa un mese 18 anni fa. Sto scrivendo qualcosa al riguardo, facendo il confronto. Ma la gente pare non accorgersi là dei pericoli che corre per l inquinamento. Tu penso che percepirai questo. Non ti dà fastidio quel fumo?
    Poi, per favore mi dici quanti lavorano nel settore ICT? Ora c’è un po’ di crisi anche da voi? Ma si CONtinua a costruire?
    Scusa se ti importuno. E’ stato comunque un piacere conoscerti
    Giulia

    • Bangalore e’ una citta’ enorme e con molti problemi. Dopo esserci stata un anno posso solo intuirne alcuni. Per capire bene bisogna approfondire e man mano la visione si trasforma radicalmente.
      L’inquinamento e’ certamente spaventoso, ma e’ solo uno dei problemi. La logica a cui siamo abituati va abbandonata. Cose che sono in teoria giustissime, qui perdono il senso. E viceversa.
      Se vuoi dati per il tuo libro, consulta fonti autorevoli, io non ho numeri da darti.
      Qua la crisi non si sente, c’e’ molta speranza nell’aria, oltre allo smog. Si costruisce tantissimo, qualunque cosa, dalle villette carine ai mostri alveari a 18 piani.
      In bocca al lupo per la tua avventura!

    • Ciao Giulia.
      Riprendo il discorso che facevi tu e cerco di fare una panoramica della città, forse aiuta a capire la situazione attuale.
      Bangalore è una città, attualmente, di circa 9 milioni di abitanti. Dieci anni fa circa contava meno della metà degli abitanti, 7-8 anni fa non esisteva un edificio più alto di 3 piani. Il quartiere dove abitiamo noi, sede principale delle più grandi aziende tecnologiche e non, fino a pochi anni fa era una foresta di palme ed un luogo buono per i picnic fuori porta alla domenica (lo dicono i locali): villaggio fuori città, era una decina di km oltre l’aeroporto cittadino, tanto per intendere le proporzioni.
      Non ho dati certi, ma stimo da quello che vedo tutti i giorni: un buon 40% della popolazione cittadina non ha accesso ai servizi più basilari, come acqua potabile, servizi igienici, un luogo asciutto e coperto dove dormire. Un 60% svolge lavori umili o manuali, il che vuol dire sopravvivere e mangiare.
      La spazzatura domina alcuni luoghi, e molte volte viene bruciata dove c’è uno spazio libero, se non mangiata direttamente (plastica e tutto) da cani randagi e mucche. Non sto parlando di rifiuti speciali provenienti da chissà dove, ma l’immane quantità prodotta da una città che produce plastica e rifiuti molto più di quello che riesce a smaltire, nonostante ci sia una timida volontà di avviare una raccolta differenziata.
      Il traffico è costellato da rimembranze di un passato contadino che ancora esiste: carretti della verdura spinti a braccia, trattori, mezzi di fortuna, per cui viaggiare in macchina è di una lentezza esasperante e pericoloso. Le regole sono mediamente evitate e usare altri mezzi come moto o biciclette è un suicidio.
      Non esiste l’acqua minerale di sorgente, tutta l’acqua che si beve è filtrata e purificata; quindi dipende da che purificatore hai e se cambi i filtri, altrimenti ogni volta che bevi l’acqua che non è di casa tua, rischi conseguenze. L’acqua viene consegnata con le cisterne trainate dai trattori, e agli incroci a volte si trovano persone che approfittano del traffico (tutti fermi) per rubare qualche decina di litri d’acqua per la propria famiglia.
      Le strade molte volte sono conciate male, rotte; le vie laterali molte volte sono sterrate. La fogna costeggia la strada, e con la temperatura a 40° d’estate puoi immaginare che piacere sia camminare sul marciapiede (quando c’è).
      L’educazione e la sanità pubbliche sono a livello molto basso e per avere migliori speranze bisogna affidarsi alle strutture private, poco accessibili quindi per moltissime famiglie. Volontariato e sponsorizzazioni migliorano la situazione, ma siamo lontani dalla ‘normalità’ che conosciamo.
      L’inflazione è sui ritmi del 12-15% all’anno, e ci sono aumenti dei prezzi (compresi frutta e verdura) spaventosi. Nel giro di pochi anni i prezzi sono raddoppiati se non triplicati, e alcune volte aumentano le cose da un giorno all’altro di molto.
      Le costruzioni viaggiano a ritmo vertiginoso e la città si sta espandendo. I prezzi dei terreni e dei materiali aumenta, quindi è la manodopera a fare da cuscino per mantenere prezzi delle case accessibili: nei cantieri più piccoli lavorano donne e bambini, le condizioni di sicurezza a cui siamo abituati noi sono inesistenti.
      Le persone che svolgono una vita di buon livello (laureati, impiegati, ecc) cercano di combattere i problemi che tu evidenzi, sono sensibili a molti temi: l’inquinamento delle falde acquifere, la violenza sulle donne, la spazzatura, il decoro urbano, i servizi pubblici, la corruzione, la sicurezza delle strade e molto altro. Ma stiamo parlando di privilegiati, di persone che non devono pensare a sopravvivere giornalmente e rappresentano una percentuale, purtroppo, ancora bassa rispetto al totale.
      Gli altri non è che non se ne accorgono, hanno altro a cui pensare di più urgente.
      Spero di non essere stato troppo ‘crudo’, in realtà ci sono anche molti aspetti positivi e piacevoli nel vivere qui… è l’India, bisogna accettarla così com’è, al 100%, prendere o lasciare!🙂
      Grazie del tuo commento, saluti.

  5. Ciao cara Manuela
    ti ringrazio moltissimo per la descrizione della “vostra” città..
    Non preoccuparti, non sei rough, in quello che scrivi. Avevo già visto e letto molto di quello che mi dici e avere la tua dotta conferma mi è utilissimo.
    Davvero grazie. Vorrei però sapere come mai voi avete deciso di andare a lavorare in un paese dove le paghe sono basse, immagino, rispetto all Occidente. Posso chiederti quanto prendete al mese? Quanto pagate per la vostra casa e quanto sono gli stipendi per i lavoratori, dal basso verso l’alto?
    Ho letto sui giornali e in internet di questo argomento. Ma mi piacerebbe saperlo da te, perché sei una persona molto sensibile. L’ho capito da come usi l’inglese (molto bene). Sai, la mia è deformazione professionale (mi sono laureata in Lingue straniere, a Ca’ Foscari, tanti anni fa…).
    Pensate di restare per sempre, o volete fare una esperienza e poi andare altrove?
    Grazie e un saluto a te e marito da Trieste.
    Giulia

    • Ciao Giulia (sono Luca, come prima),
      parto dal fondo. Non rimarremo per sempre, l’India va (a nostro parere) presa a piccole dosi. E’ una bellissima esperienza ma molto probabilmente si limiterà alla durata dell’assigment stabilita all’inizio, cioè due anni in tutto. Vivere qui non è propriamente facile, anche se alcune cose possono essere molto piacevoli, è una terra che ti mette alla prova e ti logora. Dopo non si sa, può essere l’Italia o un’altra destinazione, vedremo quali sono le possibilità.
      Perchè l’India? Semplicemente perchè volevamo fare un’esperienza all’estero e l’azienda ha prospettato questa possibilità. Manuela lavorava già con questo team dall’Italia, quindi era l’evoluzione (lavorativa) naturale. Ci piace l’Oriente e indubbiamente l’India ha un fascino particolare, quindi perchè no? Ci sentivamo in grado di affrontare questa sfida e abbiamo “preso il toro per le corna”.
      Passiamo all’argomento “soldi”. La casa, come l’autista, fa parte del pacchetto aziendale di relocation. L’autista è obbligatorio per la sicurezza, per la casa si sceglie all’interno di una gamma di possibilità che un’agenzia immobiliare, d’accordo con l’azienda, dà al cliente come disponibile. Ti piace, ci abiti. Il resto non è di nostra competenza.
      Quanto costa una casa? Ci sono veramente tutte le possibilità immaginabili. Una persona di classe medio-bassa può pagare 2000 rupie al mese di affitto (25€ circa), ma vive magari in 10mq senza servizi né finestre. Appartamenti in condomini di 3-4 piani, appartamenti nelle gated communities, villette, ville di lusso circondate da ogni possibile servizio di qualità.. l’affitto può costare dai 100€ al mese fino anche a 5000€, ripeto, dipende. Comprare una casa può variare, anche lì, da poche migliaia di euro per un appartamento senza troppe pretese, al 1.5mln di euro di alcune nuove ville che stanno ultimando nel nostro quartiere, con veramente tutte le sfumature intermedie.
      Argomento stipendi. Sfatiamo qualche mito e facciamo qualche considerazione. Come scrivevo prima, ipotizziamo un 60% della popolazione che svolge lavori manuale o umili. Un esercito di domestiche, parcheggiatori, camerieri, spazzini, lavapiatti, autisti, cassiere, trasportatori, giardinieri, muratori, elettricisti, mercanti, venditori e simili. Tutte persone senza un’educazione scolastica, quasi analfabeta, che fa fatica a darti un resto; oppure con un’educazione scolastica di base, pubblilca. Purtroppo queste persone non possono che svolgere i lavori sopracitati, cioè quelli che non necessitano di alcuna competenza specifica. In questo caso gli stipendi variano dai 50€ al mese fino ai 150€ circa. Ma bada bene, con queste cifre qui si può vivere, magari al minimo, ma si campa. Queste persone non pagano tasse, molte volte mangiano gratis (convenzioni o sponsor o volontariato), hanno medicine e cure mediche di base gratuite, scuole gratuite.
      Passi successivi. Le persone che sono riuscite ad arrivare ad un diploma di scuola superiore o ad una laurea triennale. Impiegati di basso e medio livello, trovano lavoro in aziende di medie dimensioni. Oppure parliamo di laureati triennali, magari da una università privata, che incominciano a lavorare in aziende anche di grandi dimensioni, il cosiddetto “primo impiego”. Escono dall’università a 21 anni e si devono fare le ossa. O i manager di sede di qualche catena multinazionale, come McDonald. Impiegati pubblici di ogni genere. E poi saliamo.. laureati, magari Master, in materie economiche. E poi i settori trainanti, l’ingegneria e business administration, o professioni rinomate come medici, avvocati. Gli impiegati nelle multinazionali dell’IT o altro (qui ci sono tutte!), fino ad arrivare ai manager di alto livello. Dai precedenti 150€ al mese saliamo, fino ad arrivare realmente, come si dice in gergo matematico, a “+ infinito”. A seconda delle specializzazioni, della bravura e degli anni di esperienza, posso confermare che gli stipendi non sono così bassi, anzi. A parità di livello, gli stipendi in media sono più bassi che in Italia, ma di non così tanto, sono quasi paragonabili. Peccato che il costo della vita, la tassazione, le possibilità di impiego, le possibilità di carriera non siano neanche lontanamente paragonabili (a favore dell’India). Quindi chi riesce ad ottenere un impiego di questo genere vive ad un livello di qualità della vita e di speranza nel futuro che in Italia ci sogniamo. Poi per carità, sempre di India stiamo parlando, quindi il tutto va calato nel contesto, non fraintendiamo, però è da pensarci.
      Parlando terra terra, in valore assoluto è vero che un laureato in India ad esempio può guadagnare “solo” 500€ al mese, qui. Ma se ne spende 200€ per vivere dignitosamente bene, vuol dire che 3/5 di quello che guadagna lo risparmia e non mi sembra, sinceramente, che ci siano oggi molti paesi occidentali in cui sia così, anzi. In più qui le persone raramente lavorano nello stesso posto per più di un paio di anni, e ogni volta che cambiano lavoro puntano (ed ottengono) ad un aumento dello stipendio. Quindi è anche vero che magari partono “bassi”, ma galoppano verso l’alto ad un ritmo vertiginoso. Anche in questo caso il paragone con l’Italia è imbarazzante. Non mi dilungo, il discorso è complesso e poi non sono così esperto, stimo mettendo insieme le informazioni e le impressioni raccolte fino ad oggi. Ma fidati, la teoria del “tozzo di pane” è una leggenda metropolitana.
      Riguardo a noi, per la cronaca, io non lavoro, qui.
      Per quanto riguarda l’inglese… è un buon esercizio, specialmente per me.
      Grazie dei saluti, ricambiamo.
      Luca

  6. Grazie, Luca, scusa per il mio errore.
    Grazie Luca, scusa per il mio “scambio” d’identità, ma due sposi sono una persona sola no?
    Se mi serve qualche altra info, vi posso disturbare ancora? Sto cercando di sviluppare un progetto abbastanza impegnativo. Magari vi manderò la descrizione. Se v interessa ovvio.
    Grazie ancora e buon tutto
    Giulia

    • Figurati, si dice siano due dolci metà🙂
      Tutte le info che possiamo dare, le diamo volentieri. Conta che però dati certi non ne abbiamo, le nostre sono più impressioni e valutazioni che facciamo per esperienza diretta o parlando con i nostri amici locali.
      Comunque per discorsi più lunghi o approfondimenti, progetti, quant’altro, mi puoi contattare su Facebook, Luca Ferrante.
      Saluti

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s