Traffic

Standard

Living in India is nice in many ways, but there are also some ‘heavy to swallow’ things. One of these is traffic.
The Italian driving license here is not valid, they drive on the left and the traffic is really crazy. “Safety first”, so we have a private driver.. when we have discovered the fact, it seemed to be not true. What the hell is that? We could not imagine.
What can you find on the roads? An incomplete list includes: cars (“four wheeler”), rickshaws (“three wheeler”), bikes (“two wheeler”), trucks, buses, carts, bicycles, tractors, dogs, cows, people. You can’t believe it till you see them.
Every morning we start the journey without knowing what could happen. The town has changed, enlarging in a short time, so infrastructures are not sufficient for the huge amount of buildings and people condensed here. This was a small rural town and the atmosphere remained the same, even if there are almost nine millions of inhabitants and all the multinational companies have branches here. Many people are still not used to managing the city traffic, some of them don’t have really the ability to drive in the traffic and all types of vehicles are used. Rules exist, but they seem to be  suggestions instead of  real duties. Stop, priorities, traffic lights… a dream. Wrong way? Frequently it is normal, especially if a very long queue is present and you want to go home rapidly.  Sometimes a vehicle breaks down, and they abandon it on the road waiting for a help, so it becomes a obstacle for others.
If you drive on a tree-lined road or a secondary street, it is very simple to find cows. They are holy but  also walking private properties, so people don’t take the liberty to touch them; if you have one of them in front of you (or on the wrong way), the only way is to wait for a movement or to try changing the lane, and the horn normally is useless.
The horn! Indians use it without mercy, it is the way to communicate when they drive. I’m overtaking you, pay attention! Biiip! Get you out of the way! Biiip! Gimme priority! Biiip! Let’s move, it’s your turn! Biiip! Don’t cross the road! Biiip! I must turn! Biiip! It’s clear for you! Biiip! And so on. It is so used that they paint the back of trucks and other vehicles with words like “Sound Horn OK” or “Horn Please OK”. Together with “Hand signal”, they are the most important signals in traffic. When it is needed, the driver puts outside the hand, pointing out the right turn. If he has to turn left, he uses the hand of the passenger. If there is no passenger, it’s a problem. All the vehicles with AC, like expats’ cars and Volvo buses, cannot use that type of signal, so they have a sticker with “No hand signal – AC vehicle”, that specifies to others to pay attention on turn signals.
Roads are often not in a good state. The town is an open construction field, so you can find interruptions, holes, dirt patches, big stones, etc. The traffic suffers from that and many vehicles try to avoid problems by doing strange paths on the streets. Tyres and suspensions are very happy and there is a prosperous business, the tyre specialist. Ok, they are not real tyre specialists, they are called “punchers” and they fix tyres. Did you find a sharp stone, or a spike, and now the tyre is flat? No problem, stop the car, and surely you will find someone solving your problem in few minutes. He takes a punch, he gets it into the tyre with a piece of  rubber (that’s why “puncher”). He pulls out the punch, the rubber enlarges and the hole is closed, you can happily go away.
Theoretically, driving schools exist and sometimes we see little cars driving very slowly, with a big L (learner) on the back window. They seem out of the real world; as they drive constantly, respecting signs and rules, and they go straight, they suffer a huge amount of singing horns, and it is really nice to see how they cope with other drivers’ intimidations, driving steadily on the way of legality. Ok, when they obtain the license, they change, developing the worst behaviors.
What’s the meaning of that? We need a lot of time to reach every place we need. The average is 10km/h, unless we decide to travel during the ‘smart’ hours. So, going to the office before 8 am, being out before 5 pm, using the car during the indian lunch time (about 2 pm) or on Saturday early mornings (shops open from 10 am onwards). Or you need to be lucky. Or a smart driver, who takes secondary and unknown routes, gaining a lot of time and letting us live priceless adventures. But the amount of time we waste stuck in the traffic is always big. Every activity we decide, depends on traffic. Respecting the time of an appointment is a big challenge here, Indian people know it very well and they are really philosophical about this matter. What can we do in the traffic? We listen to the radio (naturally Indian), we chat with the driver, we observe this strange environment around us. Sometimes I sleep. Hot temperatures, fresh air inside, low movements.. I recline the seat.. and goodbye.

Vivere in India per molti versi è bello, ma ci sono anche alcune cose ‘pesanti da digerire’. Una di queste è il traffico.
In India la patente italiana non vale, si guida a sinistra come in Inghilterra e c’è un traffico infernale. Per motivi di sicurezza abbiamo l’autista.. quando, ce l’hanno detto non ci sembrava vero. E che sarà mai! Ma non potevamo immaginare.
Cosa si trova per strada? Un elenco non esaustivo comprende: automobili (“four wheeler”), rickshaws (“three wheeler”), moto (“two wheeler”), camion, autobus, carretti, biciclette, trattori, cani, mucche, persone. Non ci credi finchè non lo vedi.
Ogni mattina si parte da casa e può succedere di tutto. La città si è trasformata e si è espansa nel giro di pochissimi anni, quindi le infrastrutture cittadine non sono riuscite ad andare di pari passo con la quantità di edifici e di persone che si sono concentrate qui. Era una piccola città prevalentemente agricola, e l’atmosfera è rimasta un pò tale, nonostante ci vivano oggi quasi 9 milioni di abitanti e si trovino le sedi di tutte le multinazionali. Molte persone non sono ancora abituate a guidare in mezzo al traffico di città, alcuni non ne hanno neanche la capacità e vengono usati ancora tutti i tipi di veicolo disponibile. Le regole esistono, ma paiono più un suggerimento che una legge vera e propria. Stop, precedenze, semafori.. utopia. Contromano? Spesso è la regola, specialmente quando c’è una coda interminabile e si vuole andare a casa a tutti i costi. Ogni tanto si scassa un veicolo, che viene abbandonato a bordo strada in attesa di soccorsi, diventando così un ostacolo per tutti gli altri. Se si percorre un viale alberato od una strada secondaria, è molto facile trovare mucche in strada. Oltre ad essere sacre, sono anche delle proprietà private ambulanti, nessuno si permette di toccarle; quindi se te la trovi davanti (o contromano), non resta che aspettare che si sposti o cercare di cambiare corsia, ed il clacson di solito non fa nessun effetto.
Il clacson! E’ un continuo suonare, è il modo di comunicare degli indiani in macchina. Ti sto sorpassando, attento! Biiip! Togliti di mezzo! Biiip! Dammi la precedenza! Biiip! Muoviti che è verde! Biiip! Non attraversare! Biiip! Devo svoltare! Biiip! Passa prima tu! Biiip! E così via. E’ così utilizzato che sul retro di molti camion e veicoli è dipinta la scritta “Sound Horn OK” o “Horn Please OK”. Insieme a “Hand signal”, sono la colonna portante del traffico. Cioè quando serve, l’autista mette fuori la mano ed indica la svolta, a destra. Se deve svoltare a sinistra, la mano la mette fuori il passeggero. Se non c’è passeggero, è un casino. I veicoli con aria condizionata, come le auto degli expats e gli autobus di linea, non usufruiscono di questo segnale, quindi molte volte hanno un adesivo “No hand signal – AC vehicle”, che comunica al prossimo di fare, invece, attenzione alle frecce per le svolte.
Le strade alcune volte sono conciate proprio male. La città è un cantiere aperto, spesso si trovano interruzioni, buche, sterrato, pietre, ecc. Il traffico ne risente, molti tentano di evitare i problemi facendo un allegro zig-zag in strada. Le gomme e sospensioni non ringraziano e si è sviluppato in città un florido mercato, quello dei gommisti. Ok, non sono proprio gommisti, si chiamano “puncher” e riparano le gomme. Prendi un sasso appuntito, o un chiodo e ti si fora un pneumatico? No problem, ti fermi a bordo strada e sicuramente trovi qualcuno che in pochi minuti risolve il problema. Prende un punteruolo, lo infila nel buco insieme ad un pezzo di gomma (da qui “puncher”), lo estrae, la gomma si espande ed il buco è chiuso, puoi ripartire giulivo.
Teoricamente esistono le scuole guida, e a volte vediamo qualche piccola auto viaggiare lentamente nel traffico con applicata sul lunotto posteriore una grossa lettera L (learner). Sembrano dei pesci fuor d’acqua; siccome vanno a velocità costante, usano la segnaletica, vanno dritti e rispettano la maggior parte delle norme, si beccano una quantità di suonate di clacson incommensurabile, ed è divertente vedere come strenuamente non si facciano intimorire dagli altri autisti e percorrano imperterriti la via della legalità. Tranquilli, appena presa la patente si trasformano e fanno le peggio cose.
Cosa vuol dire tutto ciò per noi? Vuol dire che qualunque tragitto si debba percorrere, ci vuole molto tempo per effettuarlo. La media di percorrenza è di circa 10 km all’ora, a meno che non si decida di usufruire degli orari “intelligenti” per muoversi. Cioè uscire di mattina per andare al lavoro prima delle 8, uscire dall’ufficio prima delle 5, quando possibile muoversi all’ora di pranzo (indiano, quindi verso le due del pomeriggio) o di sabato mattina presto (i negozi aprono alle 10 e oltre). O avere fortuna. Oppure avere un autista scaltro ed intelligente, che, prevedendo il traffico, decida di prendere strade secondarie e sconosciute, risparmiando un bel pò di tempo e facendoci vivere, a volte, delle esperienze impagabili. Questo però non esime dal passare comunque molto tempo bloccati in un mare di veicoli, uno spreco di tempo incredibile. Quindi qualunque programma si faccia, bisogna sempre mettere in conto il fattore “traffico” e prevedere un pò di ritardo ogni giorno. Dare un orario preciso per un appuntamento e riuscire ad arrivare in orario qui è una sfida molto grande. Gli indiani lo sanno bene e la prendono con filosofia.
E cosa si fa se si rimane bloccati nel traffico? Si ascolta la radio (rigorosamente indiana), si fanno quattro chiacchere con l’autista, si guarda il mondo intorno. Io a volte dormo. Caldo, aria condizionata, macchina a passo d’uomo.. inclino il sedile e ciao, mondo.

2 responses »

  1. Exciting, but a little too exciting…? Living in a small rural village in the south of Sweden as we do, your tale of Indian traffic is so different it’s hard even to imagine what it is like. Well, except that it is unlike anything we have ever came across, as well as something that it’s unlikely that you’ll ever forget. We love to read about your Indian life!

    • Yes, often a little too exciting🙂
      For example, today we came across to a procession for a dead man, and the main road was blocked because people walked on the street without paying any attention to vehicles.
      Few weeks ago it was the same, but for a wedding celebration, fortunatly on the other lane.
      So.. every day a surprise!🙂
      We love to read your comments… see you soon!

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