Tales of the North: Taj Mahal

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The second day of our trip to the North, we rented a car for the whole day to go to Agra and visit Taj Mahal. Same driver, older car, 30 minutes late. He even dared to say that it takes a long time to go to Agra and that we should have started earlier. It’s about 240 km journey from Jaipur to Taj Mahal and it takes 5 hours: 4 hours on a good highway in Rajasthan (or the closest to a highway you can get in India) and 1 hour for the last 15 km in Uttar Pradesh.
On the way, we saw some new types of vehicles: the camel-cart (actually driven by a dromedary), the zeppelin-truck so full that it was ready to fly or to break-down.

Il secondo giorno del nostro viaggio al nord, abbiamo affittato una macchina per tutto il giorno per andare ad Agra a visitare il Taj Mahal. Stesso autista, macchina piu’ vecchia, 30 minuti di ritardo. Ha anche avuto il coraggio di dirci che ci vuole molto tempo per arrivare ad Agra e che saremmo dovuti partire piu’ presto. Ci sono circa 240 km da Jaipur al Taj Mahal e ci vogliono 5 ore: 4 ore su una buona autostrada in Rajasthan (o la cosa piu’ somigliante a un’autostrada che si possa trovare in India) e 1 ora per gli ultimi 15 km in Uttar Pradesh.
Lungo il tragitto, abbiamo conosciuto alcuni nuovi tipi di veicoli: il carretto a cammello (che e’ piu’ precisamente un dromedario) e il camion-zeppelin, cosi’ pieno e gonfio che era pronto a prendere il volo o a rompersi.

Camel cart in Rajasthan

Camel cart

Zeppelin truck

Zeppelin truck

 

The driver stopped at a restaurant with shop.  The tourist coaches parked outside gave me a bad feeling from the beginning and I was right. Prices were at least 10 times the normal ones. For instance, a packet of cookies 200 INR instead of 15 INR. The shop had nice things, huge prices and was full of French tourists shopping happily and thinking everything was extremely cheap. Sorry, I’m Indian, it doesn’t work with me. We bought only cookies and water and continued the journey.

Travelling across Rajasthan was like travelling in a different world. Here and there, in the fields along the way, we could spot women wearing an orange or yellow veil on their head. The contrast of these almost fluo veils with the browns and greens of the country was startling. I’ve been told that Rajasthani women are extremely beautiful and they wear the veil so that men cannot see them. I think it’s also a clever way to protect themselves from the scorching heat of the sun.

Just before reaching Taj Mahal, we told the driver to stop when we saw a nice hotel on the street. We didn’t know the place but we didn’t trust the driver to choose for us again. He was disappointed but could not refuse. It turned out that appearances were not misleading. The hotel had a stylishly designed restaurant where we were the only customers. A very nice young waiter served us an excellent lunch and we were soon ready to start the visit.

 

L’autista si e’ fermato in un ristorante con negozio. Le corriere turistiche parcheggiate fuori mi hanno dato una brutta impressione e ho indovinato. I prezzi erano almeno 10 volte quelli normali. Per esempio, un pacchetto di biscotti costava 200 INR invece che 15 INR. Il negozio aveva cose carine, prezzi folli ed er pieno di turisti francesi contenti di fare shopping e convinti di fare ottimi affari. Spiacente, sono indiana, non funziona con me. Abbiamo comprato solo biscotti e acqua e abbiamo continuato il viaggio.

Viaggiare in Rajasthan era come essere in un altro mondo. Qua e la’, nei campi lungo la strada, si vedevano donne con veli gialli o arancioni sulla testa. Il contrasto di questi colori quasi fluorescenti con il marrone e il verde della campagna era impressionante. Mi hanno detto che le donne del Rajashtan sono molto belle e che portano quei veli per non essere viste dagli uomini. Credo che sia anche un modo intelligente di proteggersi dal sole cocente.

Appena prima di arrivare al Taj Mahal, abbiamo detto all’autista di fermasi in un bell’hotel. Non conoscevamo il posto, ma non volevamo che l’autista scegliesse ancora per noi. C’e’ rimasto male ma non ha potuto rifiutare. L’apparenza non ci ha ingannati. L’hotel aveva un ristorante stilosissimo tutto per noi. Un cameriere giovane e garbato ci ha servito un ottimo pranzo e dopo poco eravamo pronti a iniziare la visita.

 Taj Mahal entrance

When we arrived at the entrance of the Taj Mahal site, we had to get down and find another way to get to Taj Mahal. We were pestered by a swarm of rickshaw drivers and finally settled for a horse driven cart. The horse was named Babloo, as the driver mentioned many times. The first thing I learned about Taj Mahal was that food was not allowed. Our dearly bought cookies were taken by the security guards. I hope they enjoyed them. The second thing I learned was that the park is full of tiny squirrels. I almost stepped on them a few times.

Most people go straight to the main building, but we wandered in the park for some time. It must have been a wonderful and peaceful place when it was built, truly Paradise on earth, as it was designed. Seeing something so beautiful, long lasting and precisely executed in India is very surprising to me. Precision is a lost art here nowadays. When we were searching for a house, we saw a 3 years old apartment that looked 100 years old. Taj Mahal is about 400 years old and looks newer or maybe it looks eternal. We went all around it and I took many photos. It’s incredibly beautiful from every point of view.

Taj Mahal vertical

Quando siamo arrivati all’ingresso del sito del Taj Mahal, abbiamo dovuto scendere dalla macchina e trovare un altro modo per arrivare al Taj Mahal. Siamo stati infastiditi da uno sciame di autisti di riscio; e alla fine abbiamo scelto di andare con carretto trainato da un cavallo. Il cavallo si chiamava Bablu’, come ci ha ripetuto il padrone piu’ volte. La prima cosa che ho imparato sul Taj Mahal e’ stata che il cibo non e’ permesso. Le guardie ci hanno confiscato i nostri biscotti pagati a peso d’oro. Spero che se li siano goduti. La seconda cosa e’ stata che il parco e’ pieno di piccoli scoiattoli. Qualche volta ne ho quasi calpestato uno.

La maggior parte dei visitatori va direttamente all’edificio principale, ma noi ci siamo concessi una bella passeggiata per il parco. Deve essere stato un luogo meraviglioso e pieno di pace quando e’ stato costruito, un vero paradiso in terra, come era stato progettato. Vedere qualcosa di cosi’ bello, duraturo e eseguito con maestria e’ stato soprendente per me. La precisione e’ un’arte perduta al giorno d’oggi. Quando cercavamo vasa, abbiamo visto un appartamento di 3 anni che sembrava ne avesse 100. Il Taj Mahal ha circa 400 anni e sembra piu’ nuovo o forse sembra eterno. Abbiamo fatto il giro attorno e tante foto. E’ incredibilmente bello da tutti i punti di vista.

 Taj Mahal park

 

The interior of Taj Mahal is smaller than I had expected….luckily. Decorations were exquisite, a perfect space designed for spirituality and love. Photos were not allowed so I have none to share. However, most Indian tourists were taking photos, more of us than of the monument, which made me very upset. I don’t have a nice memory of those few minutes inside the building. It was overcrowded and the other visitors were very rude, pushed everyone and touched everything. I can’t help but thinking that people who behave like that should not be allowed to a public place, especially a historical site like that. The level of education and civilization in India is very low and I strongly perceive it when I’m in a crowded place. I wish everybody were as nice and educated as my colleagues, but unfortunately they are rare exceptions and are far above the average.

Eventually we left the site and found our cart driver waiting for us at the exit. We had to tip Babloo and then we were free to start our journey back to Jaipur.

Taj Mahal

L’interno del Taj Mahal e’ piu’ piccolo di quanto mi aspettassi…per fortuna. Le decorazioni sono splendide, uno spazio perfetto per la spiritualita’ e l’amore. Non era permesso fare foto, quindi non ne ho da condividere. Eppure la maggior parte dei turisti indiani faceva foto, piu’ a noi che al monumento, il che mi ha infastidita parecchio. Non ho dei bei ricordi dei pochi minuti passati nell’edificio. Era affollatissimo e gli altri visitatori erano molto maleducati, spingevano e toccavano tutto. Non posso fare a meno di pensare che gente che si comporta cosi’ non dovrebbe poter entrare in un luogo pubblico, specialmente in un sito storico come quello. Il livello di educazione e civilizzazione in India e’ molto basso e me ne rendo conto tantissimo nei luoghi affollati. Vorrei che fossero tutti carini e educati come i miei colleghi ma sfortunatamente loro sono rare eccezioni e sono molto al di sopra della media.

Alla fine siamo usciti e abbiamo trovato il nostro carretto che ci aspettava. Abbiamo dovuto dare la mancia a Bablu’ e poi siamo stati liberi di ripartire per Jaipur.

About Manuela

I'm a software engineer recently relocated to Bangalore, India with my wonderful husband Luca. I'm creative and active, I love sewing, cooking, walking and learning new things. Sono un ingengere informatico trasferita da poco a Bangalore, in India col mio meraviglioso marito Luca. Sono creativa e attiva, amo cucire, cucinare, camminare e imparare cose nuove.

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