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After 7 months in India, this time I’m writing from Italy. Luca and I are now in Rovigo on Christmas vacation. We don’t have a house in Italy anymore, but we feel as much at home as possible under the circumstances. Before coming here, we stayed in Genova with Luca’s parents, with a short trip to Calabria for the wedding of two dear friends of ours. It’s relaxing to be back to Italy for some weeks, to meet family and friends after a long time, to understand what people say, to recognize places. Since we arrived, we have eaten real pizza, real pasta, real cheese and lots of “clementine”!! We have also eaten the best dal makani ever, but that’s another story.

The first thing I noticed when I arrived at the airport in Genova was that you have to pay 1 euro to use carts. This is probably the only airport in the world where carts are not free. It’s not a warm welcome, especially after a very long journey.
We were stopped at customs and the officer asked where we were coming from. We said: “Paris and before India”. She said: “Holiday, I suppose”. We said: “Yes”. She asked: “Did you buy anything in India?” I said that we hadn’t bought anything special but she said that I didn’t look very convincing. I doubt that anyone honest could manage to look very convincing after one day of travel and almost no sleep. Then we realized that we had to explain that we were on holiday in Italy, so she just checked our passports and let us go.

The second thing I noticed is that there are so many smokers everywhere in Genova, too many! I didn’t remember it. It’s impossible to avoid them on the street, at bus stops, on train platforms and even occasionally on the train. I have left the extreme pollution in Bangalore for some days, hoping to breathe fresh sea air, only to find cigarette smoke in Genova. Nervous people should find something better to do…maybe they could start sounding the horn like in Bangalore…

I’ve talked with many colleagues and friends and most of them said that nothing changed while I was in India. To me, many things have changed.
I feel as if I had lived one long life in another universe, where time is much faster than here.
I realized that my sense of space is not the same any more. A crowded bus looks different now and not so crowded after all.
Now I remember what cold is, how much colder it feels when it’s windy and how useful a woolen beret is. I know that many people wear them in Bangalore when it’s less than 30 degrees hot, but here they are really needed…because we are below 10 degrees. Maybe someone living in colder places could smile at this as we smile at berets and earmuffs in Bangalore.

Dopo 7 mesi in India, stavolta sto scrivendo dall’Italia. Luca e io siamo a Rovigo in vacanza. Non abbiamo più una casa in Italia, ma ci sentiamo molto a casa date le circostanze. Prima di venire qui, siamo stati a Genova dai genitori di Luca, con una piccola gita in Calabria per il matrimonio di due nostri cari amici (che ricotta favolosa!!!!!!). È rilassante essere di nuovo in Italia per qualche settimana, incontrare famiglia e amici dopo tanto tempo, capire cosa dice la gente, riconoscere i posti. Da quando siamo arrivati, abbiamo mangiato vera pizza, vera pasta, vero formaggio e tantissime clementine!! Abbiamo anche mangiato il migliore dal makani che abbiamo mai assaggiato, ma questa è un’altra storia.
La prima cosa che ho notato quando sono arrivata all’aeroporto a Genoa è stata che i carrelli sono a pagamento, costano 1 euro (e non è una cauzione). Forse è l’unico aeroporto al mondo in cui i carrelli non sono gratis. Non è un benvenuto molto caloroso, specialmente dopo un lungo viaggio.
Siamo stati fermati alla dogana e una poliziotta ci ha chiesto da dove venivamo. Abbiamo risposto: “Da Parigi e prima dall’India”. Ha detto: “Vacanza, immagino”. Abbiamo detto “Sì”. Poi ci ha chiesto: “Avete comprato qualcosa in India?” Ho risposto che non avevamo niente di speciale ma ha detto che non sembravo molto convincente. Dubito che una persona onesta possa riuscire ad apparire convincente dopo un giorno di viaggio e quasi senza dormire. Allora ci siamo resi conto che dovevamo spiegare che eravamo in vacanza in Italia, quindi ci ha solo controllato i passaporti e ci ha lasciati andare.

La seconda cosa che ho notato è che ci sono tantissimi fumatori ovunque a Genova, troppi! Non me lo ricordavo. È impossibile evitarli per strada, alle fermate dell’autobus, alla stazione e anche a volte in treno. Ho lasciato l’estremo inquinamento di Bangalore per qualche giorno, sperando di respirare aria fresca di mare, solo per trovare funo di sigaretta a Genova. La gente nervosa dovrebbe trovare qualcosa di meglio da fare…forse potrebbe iniziare a suonare il clacson come a Bangalore…

Ho parlato con tanti colleghi e amici e la maggior parte di loro mi ha detto che non è cambiato niente mentre ero in India. Invece per me sono cambiate tante cose. Mi sento come se avessi vissuto una lunga vita in un altro universo, dove il tempo è molto più veloce di qui.
Mi sono resa conto che il mio senso dello spazio non è più lo stesso. Un autobus affollato sembra diverso ora e non è poi così tanto affollato.
Ora mi ricordo il freddo, quanto più freddo si senta quando c’è vento e quanto sia utile un berretto di lana. So che tante persone mettono il berretto a Bangalore quando ci sono meno di 30 gradi, ma qui serve veramente…pechè siamo sotto i 10 gradi. Forse qualcuno che vive in un posto più freddo sorridera’ di noi, come sorridiamo noi di berreti e copriorecchie a Bangalore.

About Manuela

I'm a software engineer recently relocated to Bangalore, India with my wonderful husband Luca. I'm creative and active, I love sewing, cooking, walking and learning new things. Sono un ingengere informatico trasferita da poco a Bangalore, in India col mio meraviglioso marito Luca. Sono creativa e attiva, amo cucire, cucinare, camminare e imparare cose nuove.

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