Strange meetings – 2

Standard

During the first English class I attended, two months ago, I met two indian guys I will remember for a long time. We were as if we had been friends for ages and it was very pleasant to pass some time together. So, after the class, about every day, we stopped at a little shop near the school to honour an indian habit, to take ‘chai’ on the street. ‘Chai’ in Hindi language means ‘tea’, and it is the indian version of tea, a multi-boiled little cup of milk, tea and sugar all together. There is also a stronger version, ‘Masala Chai’, that is full of spicies, but I never had been so brave to try it.
So, one day we were cheerfully at the tea corner when a beggar came. The poor woman carried a little wicker basket and when my friends saw her, they started smiling and suddenly they decided to call her. Those fellows told me something like ‘wait’ and they started speaking with her, pointing me out.
She opened the basket and I would have never guessed the content. I thought toys, sweets, fruits, bracelets.. never snakes. There was a little cobra inside and she started beating the basket (and naturally the cobra itself, who is the person that doesn’t beat a cobra?) to convince it to rise and welcome me.
Firstly I made sure of being at the right distance: it could never have the possibility to touch me lightly even if it had a spring under its ass. I would have moved so rapidly that Neo of Matrix, in comparison, would have been like a turtle without legs.
Secondly, with an ascetic serenity, I did a gesture like ‘Ok, thanks, I saw it’. At the same time, I discovered that the game was ‘give a coin, caress the snake’, and my friends did it.  It was like a God, they threw the coin inside the basket and then they touched the head of the snake and after their forehead. And they were waiting for me. I said no, thanks, it’s enough.
When she discovered that no more coins would have arrived, she closed the basket and went away. Nothing strange happened for all the people around me; only after some seconds I noticed that I had not drunk a drop of tea yet.

Quando ho frequentato il primo corso di Inglese, due mesi fa, ho conosciuto due ragazzi indiani che ricorderò per molto tempo. Quando eravamo insieme sembrava fossimo amici da lungo tempo ed era molto piacevole passare del tempo insieme. Così, dopo la lezione, più o meno tutti i giorni, ci fermavamo in un negozietto vicino alla scuola per onorare un’abitudine indiana, prendere un bicchierino di ‘chai’ per strada, in compagnia. ‘Chai’ in Hindi significa ‘te’, ed è naturalmente la versione indiana del te, una piccola tazza di latte, te e zucchero tutto insieme, bolliti e ribolliti. C’è n’è anche una versione ‘strong’, il ‘Masala Chai’ che è con le spezie, ma non sono mai stato così coraggioso da provare.
Un giorno eravamo allegramente all’angolo a berci il nostro te quando è arrivata una mendicante. La povera donna portava con sé un piccolo cesto di vimini e quando i miei amici l’hanno vista, hanno incominciato a sorridere e immediatamente hanno deciso di chiamarla verso di noi. Quei malfattori mi hanno detto una cosa del tipo ‘aspetta’ e hanno incominciato a parlare con la donna, indicandomi.
Lei giustamente non aspettava altro e ha aperto il cestino, e non avrei mai potuto indovinarne il contenuto. Avevo pensato di vedere giocattoli, dolci, frutti, braccialetti.. mai avrei pensato ai serpenti. C’era un piccolo cobra dentro il cestino e questa ha incominciato a battere il cestino (e naturalmente anche il cobra, chi non lo fa?) per convincerlo a tirarsi su e salutarmi.
Prima di tutto mi sono assicurato di essere alla giusta distanza di sicurezza: non avrebbe avuto la benchè minima possibilità di sfiorarmi nemmeno se avesse avuto una molla sotto il culo. Mi sarei mosso così rapidamente, in caso, che Neo di Matrix, in confronto, sarebbe sembrato una tartaruga senza zampe.
Seconda cosa, con una calma e pacatezza degna di un asceta, ho fatto un gesto come ‘Ok, grazie, l’ho notato’. Nello stesso tempo ho notato che il gioco era ‘dai una moneta, accarezza il serpente’ e che i miei amici stavano giocando. Era come un Dio, tiravano una monetina dentro il cestino e si toccavano la fronte dopo aver toccato la testa del serpente. E stavano aspettando me, ora, era il mio turno. Ho detto no, grazie, è abbastanza così per oggi.
Quando la mendicante ha capito che non sarebbero arrivate altre monete, ha chiuso il cestino e se n’è andata, ciao. Niente di strano naturalmente è stato percepito da tutte le persone intorno a me; solo dopo qualche secondo invece mi sono accorto che ancora non avevo bevuto una sola goccia di te.

5 responses »

  1. E dai, potevi anche accarezzare il serpentello, che carattere! Naturalmente scherzo .un caloroso saluto da alessandro M:T:D GENOVA

  2. So what will an Indian Christmas be like, do you think? I guess that with Bangalore being a city of many international and thus many cultures there will be wuite a few international Christmas celebrations going – but will yours be the one and only Italian? Love from Anders and Karin

    • You guess well! Here I think that Christmas will be very ‘International Style’. There are also palms used as Christmas trees! Our Christmas will be very Italian, this Friday night we will return to Italy for a loooooooong holiday, so, no strange situations this year🙂
      Bye, see you soon.

      • So are you now in Genova, Rovigo or where else for Christmas; we can understand that family and friends are happy to have you a little nearer than in Bangalore!

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s