Public Transports – bus

Standard

Yes, in India public transport exists. Trains, Metro stations and buses.
For buses the public service is provided by BMTC, the Bangalore Metropolitan Transport Corporation. For Bangaloreans is ‘my’BMTC, as they called with ‘my’ all that is related to India. So, ‘my’India, ‘my’Government, ‘my’BMTC, ‘my’Prime Minister, etc.
The Corporation has a lot of buses for all the destinations you need and a widespread service. As many things in India, abundance is the core business. Ten types of services and different colors: one is red or light blue, another one is coffee coloured, one is bottle green but only for major corridors; one has painted arrows and a C prefix, another one has LED displays but it doesn’t have wheels.
Since I like simplicity, I will divide the service in Volvo Buses and General Service. I use public transports more or less every morning to go to the English School.

Si, in India esiste il trasporto pubblico. Treni, metropolitana e bus.
Per i bus il servizio è fornito dalla BMTC, la Bangalore Metropolitan Transport Corporation. Gli abitanti di Bangalore la chiamano ‘mia’BMTC, siccome chiamano ‘mio’ tutto quello che riguarda l’India. Quindi ‘mia’India, ‘mio’governo, ‘mia’BMTC, ‘mio’Primo Ministro, ecc.
Questa compagnia possiede un sacco di vetture per tutte le destinazioni possibili ed un servizio veramente capillare. Come tutte le cose in India, l’abbondanza è il loro punto forte. Dieci tipi di servizio e colori differenti: una vettura è rossa o azzurra, un’altra è tinta caffè, una è verde bottiglia ma fa servizio solo sulle strade principali; un’altra ha delle frecce dipinte e un prefisso C davanti al numero della vettura, una ha i display a LED ma non ha le ruote.
Siccome io amo la semplicità, dividerò il servizio in Volvo Bus e Servizio Generale. Uso i trasporti pubblici più o meno tutte le mattine per andare alla Scuola di Inglese.

The first one is a red AC bus, more or less a fixed time schedule at the bus stop, LED display outside, white uniform for the conductor, automatic doors. I use it when I am with other expats, the fee is 50 rupiees for about 10 km. It is simple to find a place to sit, there is the radio, stops are announced, the bus stops every time you need to go out. It’s ordinary, almost dull.

Il primo è il bus rosso con l’aria condizionata, più o meno ha un orario fisso alla fermata, il display a LED fuori, il controllore ha la divisa bianca, le porte sono automatiche. Uso questo bus quando viaggio con altri expats, si pagano 50 rupie (0.60€) per circa 10km di strada. Si trova facilmente un posto a sedere, c’è la radio, le fermate sono annunciate e il bus ferma ogni volta che c’è bisogno di scendere. E’ un viaggio monotono, quasi noioso.


The second one is the real white and blue indian bus. With this one it is not a trip, it is an adventure. Firstly the conductor has a green gray uniform, it seems to be stitched from the mud. He wears slippers and he continuously shouts the name of the last bus station (in my case ‘Markeeeeeeet!!!!’) when the bus is near a stop. For a sort of courtesy the bus stops when I have to get in, because normally it only reduces speed and people get in and go out in motion. The AC system is provided mainteining the doors opened while the bus is travelling, so, if there is a traffic jam or a bus stop, the AC system doesn’t work.
The bus is perfectly divided: from the driver to the middle, female area; all is ‘thanks’, ‘after you’, ‘you’re welcome’, ‘excuse me’. From the middle to the end, hell’s circle; two hundred of people in three square metres, plus boxes, backpacks, tools. Every time I get in from the door near the driver, the conductor points out to me the circle of damned. There is an indian film where the main actor is on a train and the phone rings. The train is so crowded that the actor answers to a question ‘I’m taking a massage, sir’. Every time I remember that scene.
No places to sit. I’m always the attraction of the day, so often two or three guys watch me for all the trip, and I observe all the humanity it is possible to find in a place like that. You have to buy the ticket from the conductor, so he always looks for customers. With a pen above the right ear, he spends all the day saying ‘Ticketssssss!’ or ‘Tikata, Tikata, Tikata, Tikata!’. I do a long trip and I pay 17 rupiees. If you don’t have the perfect amount, don’t worry: the conductor writes the right change on a hand and gradually he always gives coins to everyone.  Almost.
Bus stops are not so fixed: if the bus is full, the stop doesn’t exist. If the bus needs a flower chain to decorate the dashboard, when you find it, the bus stops.
Frequently the bus needs space, so the driver honks very often and changes the direction. When there is a bump on the street, the bus doesn’t reduce speed, so if you are at the rear, it seems to be on a roller coaster. Blurp! To avoid problems my goods are in a safe place, so I can travel quietly and more or less in 45 minutes I arrive at the destination, ready for a new lesson.

Il secondo è il vero bus indiano bianco e blu. Con questo non è un viaggio, è un’avventura. Intanto il controllore ha una divisa grigio verde, sembra essere cucita dal fango. Indossa sempre le ciabatte ed urla continuamente il nome del capolinea (nel mio caso ‘Mercaaaaaaaaato!) ogni volta che il bus arriva ad una fermata. Per una sorta di cortesia nei miei confronti la vettura ferma quando devo salire, perchè normalmente riduce solamente la velocità e le persone salgono e scendono in movimento. Il sistema di aria condizionata è fornito lasciando direttamente aperte le porte mentre il bus viaggia, quindi se c’è molto traffico o una fermata l’impianto di aria condizionata non funziona.
Il bus è perfettamente diviso in due parti: dal guidatore fino a metà, zona femminile; è tutto un ‘grazie’, ‘oh, dopo di lei’, ‘prego’, ‘scusi’. Da metà in fondo, girone dell’inferno; duecento persone in tre metri quadrati, più scatole, zaini, attrezzi vari. Ogni volta io salgo dalla porta vicino all’autista, ogni volta il controllore mi indica il girone dei dannati. In un film indiano l’attore principale sta viaggiando su di un treno quando gli suona il cellulare. Il treno è così affollato che l’attore risponde ad una domanda ‘sto facendo un massaggio, signore’. Ogni volta mi ricordo quella scena.
Nessun posto a sedere naturalmente. Sono sempre l’attrazione della giornata, quindi spesso ci sono due o tre che mi guardano per tutto il viaggio, ed io, di mio, osservo tutta l’umanità che è possibile trovare in un posto come quello. Il biglietto si compra dal controllore, quindi è sempre in cerca di clienti. Con la penna piantata sull’orecchio destro, passa la giornata dicendo ‘Bigliettiiiiiii!’ o ‘Tikata, Tikata, Tikata, Tikata!’ (in hindi). Io faccio un viaggio lungo e pago 17 rupie (0.20€). Se non si ha la cifra giusta, nessun problema: il controllore scrive il resto su di una mano e piano piano dà sempre il resto a tutti. Quasi.
Le fermate non sono fisse: se il bus è pieno, la fermata si salta. Se invece si ha bisogno di una coroncina di fiori per decorare il cruscotto, quando si trova, il bus ferma.
Molte volte la vettura si deve fare spazio nel traffico, quindi l’autista molto spesso suona il clacson e molto spesso cambia direzione. Quando si trova un dosso in strada, l’autobus non riduce la velocità, quindi se si è in fondo alla vettura sembra di essere sulle montagne russe. Blurp! Per evitare ogni problema tengo gli averi in un posto sicuro, così posso viaggiare sereno e dopo circa 45 minuti arrivo a destinazione, pronto per una nuova lezione.
 

One response »

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