Meals

Standard

P1050863

P1050781

After having lunch at Domino’s, I decided to write this post about food. Ok, not only about Domino’s, be calm.
I often have lunch not at home, I’m taking advantage of all the possibilities we have here to eat in so many different places.
First of all, malls. In Bangalore there are more malls than houses, I think. There is such an euphoria for this symbol of western style and culture, the first representation of richness and wellness. On Saturday and Sunday it is the most popular place for Indians, thousands of people eating junk food and buying useless and expensive things. But it is also a very clean place with air conditioning and normally at the last level you can find the food court: a sort of picnic area, with many little restaurants offering all the types of food you can imagine and free tables. Pick up and eat. KFC, McDonald’s, Domino’s, Pizza Hut, Subway, but also Chinese cuisine, Arabian cuisine and all the regional Indian meals, from north to south, all lined up, side by side. The cost there for a lunch is more or less 3€; today I took a margherita at Domino’s, regular dimension, at 98 rupiees, more or less 1.20€, I was not so hungry.
Second choice, restaurants. Some of them are very elegant, you can find them everywhere while you are walking on the streets. Italian, Chinese, north Indian, south Indian, seafood, pubs… they are more or less equal all over the world for appearance and service. Yesterday night we went to eat in an Anglo-Indian restaurant for a birthday, the food was really pleasant as the company. I don’t know the price, but more or less with 10€-15€ you can have a complete meal.
Last Saturday we were in Meltin’ Pot, the restaurant that you almost know, we had a starter and a main course and we paid more or less 10€ for two persons.
Note: normally Indians don’t drink alcohol during meals, but they love what they called ‘soft drinks’. Normally fruit juices or beverages with fruit. There was also Mojito, the same ingredients but without rum. Oh, my God, please, get it far from me.
Third choice: Family Restaurants. Those are the places I love. Generally situated at the first floor of a building, they are like our taverns. A little room, some tables, the kitchen. They serve Indian meals using typical steel plates, for a cost that doesn’t exceed 1.50€. The first time I was scared especially for the cleanliness, instead they are clean and the food is tasty and really good. I found by chance one of them in the area of Indiranagar, that is called Punjabi Dhaba, it is the best for me untill now.
Every time I’m there it is really a strange and beautiful sensation. In a secondary road, there is this green building, the restaurant is at the first floor. No signboard, the name is written by hand on a wall. A little yellow room freshly repainted, with a dozen of tables, plastic chairs, fans on the ceiling, a little pink sink to wash your hands, natural lighting from the big opening (no entrance door). The kitchen is separated and there is one big glass, but it is covered by two big images of I don’t know which Indian Gods, flowers and candles. I always sit in the same place, at the end of the room, so while I’m waiting food I can see, with a glance, both inside and outside. Outside there are cows, bikes, wooden painted portals, statues of Gods, the shoe repairer, the coconut salesman, the grocery store, the hardware store, the barber, dogs, beggars, people sleeping on the ground, sand, mud, colors. Inside I can taste rolls, chicken, butter rice, potatoes, lentils, many types of bread, beans, all mixed together with curry leaves, saffron, onion, ginger, garlic, cumin, turmeric, pepper and many other spices. And if you take a fresh lime juice, it becomes really like a dream.
Fourth choice: street restaurants. Our driver always eats there, but he is Indian. I think that they have only one antibody as big as the person (ok, he has a very little one, considering his hight), and I’m not still so brave to try those places. Normally near them there is a vegetable’s shop (normally) or a butcher’s shop (sometimes). Sometimes you can find tables on the sidewalk, many times you have to eat sitting on a step or upright; always there is a big bubbling cauldron outside. If there is the butcher’s shop near, you can eat in company with goats and live (more or less) poultry. From farm to fork.

Dopo aver pranzato da Domino’s, ho deciso di scrivere un post sul cibo. Ok, non solo su Domino’s, state tranquilli.
Spesso non pranzo a casa e approfitto di tutte le possibilità che qui si hanno per mangiare fuori, in così tanti posti diversi.
Prima di tutto, i centri commerciali. In Bangalore ci sono più centri commerciali che case, penso. C’è una sorta di euforia per questo simbolo dello stile e della cultura occidentale, la prima rappresentazione (per loro) della ricchezza e del benessere. Di sabato e domenica è il posto più frequentato dagli indiani, migliaia di persone che mangiano cibo spazzatura e comprano cose inutili e costosissime. Ma, in realtà, è anche un posto molto pulito dove andare e con l’aria condizionata e, di solito, all’ultimo piano si trova una ‘food court’: una sorta di area picnic, con tantissimi ristorantini che offrono tutti i tipi di cibo che si possa immaginare e tavoli liberi. Prendi e mangi. KFC, McDonald’s, Domino’s, Pizza Hut, Subway, ma anche cucina cinese, araba e tutti i tipi di cibo indiano regionale, da nord a sud, tutti in fila fianco a fianco. La spesa per un pranzo non supera i 3€: oggi ho preso una margherita da Domino’s, dimensione ‘regular’ e ho speso 98 rupie, circa 1.20€, non avevo molta fame.
Seconda possibilità, i ristoranti. Alcuni molto eleganti, li puoi trovare un pò ovunque mentre stai passeggiando per le strade. Italiano, cinese, indiano del nord, indiano del sud, pesce, pubs… sono più o meno uguali in tutto il mondo per aspetto e servizio. Ieri sera siamo andati a mangiare in un ristorante anglo-indiano per un compleanno, il cibo era veramente piacevole come la compagnia. Non so quanto abbiamo pagato, ma più o meno con 10€-15€ si mangia un pasto completo.
Sabato scorso abbiamo mangiato al Meltin’ Pot, il ristorante che oramai conoscete, abbiamo preso un antipasto ed un primo e abbiamo pagato circa 10€ per due persone.
Nota: normalmente gli indiani non bevono alcoolici durante i pasti, ma amano quelli che qui chiamano ‘soft drinks’. Di solito sono succhi di frutta o analcolici alla frutta. C’era anche il Mojito, gli stessi ingredienti ma senza il rum. Oddio, per favore, lontano da me.
Terza possibilità: i Family Restaurants. Quelli sono i posti che amo. Generalmente collocati al primo piano di un palazzo, sono come le nostre trattorie. Una piccola stanza, qualche tavolo, la cucina. Lì servono cibo indiano nei tipici piatti di metallo, per un costo che di solito non supera 1.50€. La prima volta ero un pò preoccupato specialmente per quanto riguarda la pulizia e l’igiene, invece sono posti puliti ed il cibo è gustoso e veramente buono. Ne ho trovato uno per caso nel quartiere di Indiranagar, che si chiama Punjabi Dhaba, che fino ad ora è per me il migliore. Ogni volta che vado lì provo una sensazione strana e bellissima. In una strada secondaria c’è questo edificio verde ed il ristorante è al primo piano. Non ci sono insegne, il nome è scritto a mano su un muro. Una piccola stanza ridipinda da poco di giallo, una dozzina di tavoli, le sedie di plastica, i ventilatori sul soffitto, un piccolo lavandino rosa per lavarsi le mani, la luce naturale che entra dall’ingresso (non c’è la porta). La cucina è separata e c’è un grosso vetro, ma è ricoperto da un paio di grandi immagini di non so quali Dei indiani, fiori e candele. Io mi siedo oramai sempre nello stesso posto, in fondo alla stanza, così mentre aspetto il cibo posso abbracciare con uno sguardo sia dentro che fuori. Fuori ci sono mucche, motorini, portali di legno dipinto, statue di Dei, il calzolaio, il venditore di cocchi, il negozio di alimentari, il ferramenta, il barbiere, i cani, i mendicanti, persone che dormono per terra, sabbia, fango, colori. Dentro assaggio rotoli di verdure, pollo, riso al burro, patate, lenticchie, tanti tipi diversi di pane, fagioli, il tutto mescolato insieme a foglie di curry, zafferano, cipolla, zenzero, aglio, cumino, curcuma, pepe e tante altre spezie. E se prendi un succo di lime fresco per accompagnare, tutto diventa veramente un sogno.
Quarta possibilità: i ristorantini di strada. Il nostro autista mangia sempre là, ma lui è indiano. Penso che loro abbiano un unico anticorpo ma grande come tutta la persona (ok, lui in particolare ne ha uno molto piccolo, vista l’altezza), ed io non sono ancora così coraggioso da provare un posto del genere. Normalmente vicino a questi ristoranti c’è un negozio di verdure (normalmente) oppure un macellaio (qualche volta). Qualche volta puoi trovare tavoli sul marciapiede, molte altre devi mangiare seduto su un gradino o direttamente in piedi; sempre c’è, fuori, un grosso calderone ribollente. Se c’è di fianco il macellaio, puoi mangiare in compagnia di capre e pollame (più o meno) vivo. Dal produttore al consumatore.

3 responses »

  1. mi sembra di sentir parlare quel cuoco che mangia le cose più orribili dei vari paesi, così dice lui, e poi ti accorgi che si tratta di fegato, coratella, trippa, le solite cose ma che qualcuno sono orribili mentre per altre normali. credo che non avrei il coraggio di mangiare un loro compagno di branco seduto in mezzo alle zampe di pecore e capre. loro lo saano e ti guardano male tutto il tempo.

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s