Noises and flu

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Yes, I did. It was not so simple, but I was able to get the indian flu.
I tried with air conditioning in stores, air conditioning in our car, some air fans everywhere, and, at the end, here I am, quietly at home. Out the sun, Paracetamol inside.
I didn’t understand yet if the problem is passing from thirty degrees outside to fifteen (I think) inside in any shop, or if it’s worse entering in a room with six fans at full speed after a day walking under the sun… or perhaps entering in the car that is always set on twenty-two degrees, as a Bible’s law? Meanwhile, after two days of fever and runny nose, we are trying to find out which medicines are present in India, similar to italian ones. We have ours, but sooner or later we will need some local medicines, and it is better to discover differences when you don’t strictly need. All european pharma companies here are not present, we need to discover which companies will market the same active substance. As known, our driver doesn’t know anything, so we will ask to the doctor and to our medical team. Perhaps he never got sick, or if yes, he never took care of himself. This would explain the dwarf-shape of him. He is not my favourite indian guy, was it understood?
Addition: also Manuela has fever, now, but I am almost healed.
With all this time, I was thinking about all the noises we can hear in this place, our new house. We left our old house in Genova, where we were continuosly together with ambulance sirens, buses, horns, motorcycles, brakings, and sometimes blasphemies. Night and day. Traffic is difficult.
Here we are in a detached house, inside a gated community. In the morning we wake up with squirrels, cats, and a type of unknow bird. They are all equally bothersome. Ok, I’m joking a little, but some days we jumped out of the bed because some squirrels decided to start their calls of love near our windows; it is like a piercing whistle. We are really good and in perfect peace, here. The noise that I like the most is the sound of wind inside the palm leaves. It is like a drizzle, or some pebbles that fall.
And planes. A lot, every day, with helicopters and I don’t know what else. We are near the Old Airport, that now belongs to HAL, Hindustan Aeronautics Limited. Wrooom!

Si, ce l’ho fatta. Non era facile ma sono stato capace di prendere l’influenza indiana.
C’ho provato con l’aria condizionata nei negozi, l’aria condizionata in macchina, vari ventilatori ovunque e alla fine, eccomi qua, tranquillo tranquillo a casa. Fuori il sole, dentro il Paracetamolo.
Non ho ancora capito se il problema è passare dai trenta gradi esterni ai quindici (credo) dentro ai negozi, o se è peggio entrare in una stanza con sei ventilatori a palla dopo una giornata che cammini sotto il sole… o forse entrare in macchina, dove l’aria condizionata è sempre settata sui ventidue gradi, come fosse una legge della Bibbia? Nel frattempo, dopo due giorni di febbre e di naso che cola, stiamo cercando di scoprire quali medicine ci sono qui, simili a quelle italiane. Noi abbiamo la scorta, ma presto o tardi finirà e avremo bisogno di medicine locali, ed è meglio scoprire le differenze quando non ne hai strettamente bisogno. Tutte le compagnie farmaceutiche europee qui non ci sono, dobbiamo scoprire quali compagnie locali commercializzano medicinali con gli stessi principi attivi. Come al solito il nostro autista non sa nulla, così chiederemo al medico e al nostro team medico. Forse non si è mai ammalato, o se sì, non si è mai curato. Questo spiegherebbe il suo aspetto naniforme. Non è il mio indiano preferito, si era capito?
Aggiungo: anche Manuela ha la febbre ora, ma io sto guarendo.
Con tutto questo tempo a disposizione, stavo pensando a tutti i rumori che sentiamo qui, nella nostra nuova casa. Abbiamo lasciato la casa di Genova, dove eravamo perennemente accompagnati da sirene delle ambulanze, bus, clacson, motociclette, frenate e qualche volta bestemmie. Notte e giorno. Il traffico l’è ‘na brutta bestia.
Qui siamo in una casa indipendente, dentro una comunità chiusa. Al mattino ci svegliamo con scoiattoli, gatti ed un tipo di uccello sconosciuto. Sono tutti ugualmente fastidiosi. Ok, sto scherzando un pò, però qualche giorno siamo schizzati fuori dal letto perchè qualche scoiattolo ha deciso di incominciare il proprio richiamo d’amore proprio vicino alla nostra finestra; è come un fischio penetrante.
Qui stiamo veramente bene ed in pace. Il rumore che amo di più è il suono del vento attraverso le foglie delle palme. E’ come una pioggerella, o come dei sassolini che cadono.
E gli aeroplani. Un sacco, tutti i giorni, con elicotteri e non so che altro. Siamo vicini al Vecchio Aeroporto, che ora è di proprietà della HAL, Hindustan Aeronautics Limited. Wroooom!

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