The bill or not the bill

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Last Saturday we decided to do shopping, we were in a very good mood. A friend of ours gave us a tip, and we chose to go in Shivajinagar district. It promised to be a good place for our needs. We started from home at 10 o’clock, direction ‘Commercial Street’. With a name like that, it could only be a warranty.
Shivajinagar is a district just near M.G. Road, the main road, I was so worried to find the same shops and the same prices that we already know too much. In fact I was not so wrong… there are the same shops as in a mall, but outside. Take a mall, turn inside out as a glove, put some mud in the street and some wandering dogs, and that’s it. And cars. Everywhere. Commercial Street is a little one way street, so no places to park the car, and no time to stop, especially on saturday morning. So, you have to get out of the car like in the action movies, almost running. To go away, the same: we called the driver, he arrived, winking lamps.. one second standing, – beeeeeeeeeepppppp – from the others, go!
If you stay in Commercial Street, you can find Nike, Samsung, Fabindia, some other little shops but anything so new. It is when you arrive at the end of the street and you turn the angle that the panorama changes. Ok, you don’t have immediately the best view, in the angle you find a plastic flowers shop. But from there many little shops and market stalls appear and you enter in a Muslim majority district, there is also the mosque. It seems to turn a page. Many fabrics shops, shoes, objects, unfortunately too many rickshaws and motorbikes. Shopkeepers show you their goods, inviting you to enter. We were looking for garden furniture, and we saw some wicker chairs: the shopkeeper was very polite and very helpful about our requests.. I think we stayed 10 minutes sitting down in his shop to see all the possibilities.
Then I found a hair clipper, I need one because our we don’t know if it is in a box in Milan or now it is clipping some indians hairs, as our hairdryer.
The first I saw was ok.. but not so much. The shopkeeper tried the hair clipper, and nothing. I bought the second, it was working. While I was paying, the shopkeeper asked to me ‘the bill or not the bill?’, like a Hamlet alive-again. That scoundrel didn’t know from which country I was coming… what an amateur!
For lunch we decided to go in a very good restaurant that we already know, that it is called Melting Pot, the one where you can order with I-Pad. We ordered as usual too many courses, they gave very generous portions. No problem, all that you can’t eat there, you can take to your home. They prepare for you all the boxes you need, dishwasher and microwave safe. And the bill.

Sabato scorso abbiamo deciso di andare a fare un pò di shopping, eravamo lanciatissimi. Un’amica ci ha dato dei suggerimenti e così abbiamo deciso di andare nel quartiere di Shivajinagar. Siamo partiti da casa alle 10 del mattino, direzione Commercial Street. Un nome, una garanzia!
Shivajinagar è un quartiere appena sopra M.G. Road, la strada principale, e quindi ero un pò preoccupato di trovare gli stessi negozi e gli stessi prezzi che oramai conosciamo fin troppo bene. Infatti non è che ci sono andato troppo lontano… ci sono gli stessi negozi di un centro commerciale, ma messi fuori. Prendi un centro commerciale, rigiralo come un calzino, mettici un pò di fango e qualche cane randagio e ci siamo. E macchine, tante, ovunque. Commercial Street è una piccola via a senso unico, quindi non c’è spazio per parcheggiare e non hai tempo di fermarti, specialmente di sabato mattina. Quindi devi scendere dalla macchina come nei film di azione, quasi in corsa. E quando vai via, la stessa cosa: abbiamo chiamato l’autista, è arrivato, da lontano ci ha fatto gli abbaglianti… si è fermato un secondo, – beeeeeeeeeepppppp – subito gli altri dietro, e via!
In Commercial Street puoi trovare la Nike, Samsung, Fabindia, tanti altri negozi ma poco altro, niente di nuovo. E’ quando arrivi alla fine della strada e giri l’angolo che il panorama cambia. Ok, non subito, nell’angolo c’è un negozio che vende i fiori di plastica, ok. Ma da lì in poi nascono tanti piccoli negozietti e bancarelle e si entra in un quartiere a maggioranza musulmana, c’è anche la moschea. Sembra di girare la pagina di un libro. Tantissimi negozi di stoffe e vestiti, scarpe, oggetti vari, sfortunatamente anche troppi risciò e motociclette. I negozianti ti mostrano la merce, ti invitano ad entrare. Stavamo cercando alcuni mobili da giardino per la terrazza, e abbiamo visto delle sedie di vimini: il negoziante è stato veramente molto gentile e disponibile riguardo le nostre esigenze… penso che saremmo stati almeno 10 minuti seduti nel suo negozio a valutare tutte le opzioni.
Poi finalmente ho trovato un tagliacapelli, ne avevo bisogno perchè il nostro non sappiamo dov’è andato a finire, se in una scatola a Milano o se sta tagliando i capelli di qualche indiano, la stessa fine dell’asciugacapelli.
Il primo che ho visto andava bene… ma non così tanto. Il negoziante ha provato il tagliacapelli e niente. Ho comprato il secondo, quello funzionava. Al momento di pagare, il negoziante mi ha chiesto ‘the bill or not the bill?’, (scontrino si o no) come un Amleto redivivo. Quel gaglioffo non sapeva da che paese arrivo… dilettante!
Per pranzo abbiamo deciso di andare a mangiare in un ottimo ristorante che già conosciamo, si chiama Melting Pot, quello dove si ordina con gli I-Pad. Abbiamo ordinato, come al solito, troppe portate, portano delle porzioni esagerate, una montagna di cibo. Nessun problema, tutto quello che non mangi lì, te lo mangi a casa. Ti preparano tutti i recipienti di cui hai bisogno, adatti al microonde e alla lavastoviglie. E lo scontrino.

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