New reality

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Every two or three days in the morning I have a walk. We are living in a hotel and in few days, I hope, we will have our house in a gated community, full of services, good looking, where we could have a daily reality similar to the former life. To have a walk helps you always to refocus the attention to the place in which you are really living, out of all the conforts and all the modernity that you can have all around you. It means to dive yourself with full body and senses into all that is around you and to be invested without any protection, as if you couldn’t go by car. You are going at the same speed of the others.
Today I tried a secondary street that goes behind the hotel and that leads, after some turns, to Whitefield Road, the main road. If you leave the main road for about ten meters you will dive yourself in a completely different world.  Today, while I was walking, I was looking for a similitude to describe this place. The best image that came to my mind was the idea of a construction field. This place, this town, perhaps this country is an open construction field. The place with dirt roads, iron sheds, moving trucks, people that are working, someone that is resting, some buildings more or less finished. The only difference is that in a construction field there is a barrier, and out of it all is good. Here there aren’t barriers and you can’t find a place ‘outside’.
Near the main road there were some little and nice villas, with a garden and the security service. After, there was also a little lake and a green, sometimes there were cows grazing there. Luckily not today, I needed the grass for myself today. To avoid some motorcycles on the sidewalk I put a shoe in a little marsh and I was starting sinking in the mud before finding a stable surface. I was near losing my shoe. What a scene.. flop! and one shoe less, treasure of the urban marsh. Today I was lucky, I won.
After few turns I met a group of buildings like a little town around the street. I rambled around near that buildings. What you can see there, should be present in a package tour, a travel for people who want to see what it is beyond their personal reality, a journey to do by feet. A sort of humanity that people can only imagine and know but that they should live almost once in a life.
We were speaking about construction fields… what you can’t find in a (western) construction field: little barefoot children running. The honking rickshaws. The tailor, inside a metal hut, that is working with fine materials. The mobiles shop near the astrologer. Cows, dogs, goats. A woman washing dresses on a big stone. Green and orange buildings with battlements. Oh, there are also buildings in constructions, what a trivial thing.
Today’s best images: the first, the business-casual dressed man that removes headsets, while is getting out hens from cages. Yes, someone discharged a big quantity of cages full of hens for the butcher, the man was working bent forward, the headsets were annoying him, I agree. The second image: a cow that was peacefully wandering on the street, in the right direction, with almost five cars behind. A curve was there, everyone knows that near a curve you cannot pass the others. When I passed near the cow, it looked at me and mooing. Greetings by the cow.

Ogni due o tre giorni, di mattina, faccio sempre una passeggiata. Stiamo vivendo in albergo e tra qualche giorno avremo la nostra casa in una comunità chiusa piena di servizi, tenuta bene, dove potremo ricostruire una realtà famigliare più simile a quella che abbiamo lasciato. Fare una passeggiata però riporta sempre l’attenzione al luogo in cui realmente stai, al di là di tutte le comodità e della modernità di cui ti puoi circondare. Vuol dire immergersi con tutto il corpo e i sensi in quello che ti sta attorno e venirne investiti senza avere alcuna protezione, come invece può essere viaggiare in macchina. Vai alla velocità degli altri.
Oggi ho imboccato una strada secondaria che passa dietro l’albergo e che, dopo qualche svolta, porta a Whitefield Road, l’arteria principale di questo quartiere. Basta allontanarsi di poche decine di metri dalla strada principale per immergersi in un mondo completamente diverso. Oggi mentre camminavo pensavo ad una similitudine per descrivere questo luogo. L’immagine più giusta che mi è venuta in mente è quella di un cantiere. Questo posto, questa città, forse questo paese, è un cantiere aperto. Quelli con le strade di terra battuta, le baracche in lamiera, i camion che si muovono, persone che lavorano, qualcuno che si riposa, edifici in costruzione più o meno finiti. L’unica differenza è che in un cantiere c’è una recinzione, e al di fuori tutto è a posto, finito. Qui non c’è recinzione e non c’è un posto ‘fuori’.
Vicino alla strada principale ci sono delle villette molto carine, con giardino e security. Più in là c’è anche un laghetto ed un prato, a volte con un paio di mucche che pascolano. Oggi no, per fortuna, visto che l’erba ce l’avevo bisogno io. Per evitare dei motorini sul marciapiede ho messo un piede in una palude e sono sprofondato nel fango prima di riuscire a mettere l’altro piede sul duro. Tra un pò ci lascio la scarpa. Che scena.. flop!, e via la scarpa, trofeo della palude cittadina. Invece ho vinto io.
Dopo poche curve mi sono imbattuto in un gruppo di edifici che formano quasi un piccolo paesino lungo la strada. Ho girato un pò in tondo tra le case. Quello che si presenta lì in mezzo dovrebbe essere compreso in un tour organizzato, un viaggio a disposizione delle persone per vedere cosa c’è al di là della loro personale realtà, da fare rigorosamente a piedi. Un’ umanità che si conosce mentalmente ma che bisognerebbe almeno una volta vivere in prima persona.
Si parlava di cantieri… quello che in un cantiere (occidentale) non trovi però sono i bambini, scalzi, che corrono. I risciò che strombazzano. Il sarto, dentro una capanna di lamiera, che armeggia con tessuti finissimi. Il negozio di cellulari di fianco all’astrologo. Le mucche, i cani e le capre. Una donna che lava i panni su una pietra. I palazzi verdi ed arancioni con le merlature. Ah, ci sono anche dei palazzi in costruzione, che banalità.
Le due scene più belle di oggi: la prima, il ragazzo vestito da ufficio che si leva l’auricolare del cellulare per togliere le galline dalle gabbie. Eh si, avevano scaricato due metri cubi di gabbie piene di galline per il macellaio, era piegato in avanti, l’auricolare gli dava noia, concordo. La seconda, una mucca che camminava placidamente in strada, in carreggiata, con dietro almeno 5 macchine. C’era una curva e sanno tutti che in prossimità di una curva non si sorpassa. Quando sono passato mi ha guardato e ha muggito. Vi saluta.

5 responses »

    • Ehehehehe.. assicuro che era fango, ero in strada ed era una pozzanghera della pioggia del giorno prima.. essendoci ovunque terra rossa, appena piove diventa un pantano.
      Invece, la prossima volta passo in mezzo ai motorini, in mezzo alla strada, così non passo mezz’ora del mio tempo a lavare le scarpe.

  1. Povere Galline … animali da macellaio e le mucche ringraziano che ad essere cornute una volta tanto hanno ottenuto rispetto! MUUHHH! alla tua amica quando la rivedi!😀

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