India’s diving

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Today it is a week since we started living here.
Every day there is a discovery. Every day that passes adds a piece to a puzzle, a puzzle made of colors, smells, sun, rain, people. Overall, people are the big discovery, a strange mix about all that you can imagine, that at the beginning you can only sense and then feel gradually.
To be in relation with people is the big and the best challenge. Everything else follows, when you change your state of mind.
In a week we have faced up to:

  • to be white skinned and perhaps the only italian in a range of miles ( they still remember some italians that came here… )
  • to speak english all the day, with people that many times you don’t understand what they are asking for or what they are answering when you are asking for something
  • to have a driver
  • to be more or less the only one being dressed with jeans ( one in a thousand?)
  • to feel that many times your gestures and your way of being are inconvenient or really offensive
  • to eat with hands ( only right! )
  • to be considered as a God since you are a guest, and to be treated as a God
  • to feel yourself ‘stranger’, but extremely accepted and always helped
  • to be in relation with an extremely different culture
  • to eat strange and too much spicy food
  • to discover that all the people have domestic staff
  • to discover all the different types of horns – biiiiiip! –
  • to discover that ‘wear the helmet’ could be everything over your head!
  • cows on the road
  • big quantity of homeless dogs
  • security, metal detectors, safety controls everywhere
  • real poverty
  • extreme dignity, kindness, placidity in people
  • the technological rapture
  • to see that all is extremely decorated as walls, cars, poles
  • black gas emissions from trucks
  • the buses with open doors while they are running
  • to cross the streets without rules, following the others
  • open air drains
  • barefooted people everywhere, but not because they don’t have any shoes
  • to sign everywhere and for anything
  • to collect all the business cards of people you are meeting ( such a fetish thing! )
  • to search for a house and not to see anything less than 200 mq
  • to find that if you want to be safe you must have with you at least 24 picture passport size ( !?!?)
  • to think about the necessity to have business cards to give to anyone ( see above )
  • to think about a marvelous title to have when you meet someone
  • to eat in a posh restaurant with five euros
  • to pay many things at the same cost as in Italy

Oggi è una settimana che siamo qui.
Ogni giorno che passa è una scoperta. Ogni giorno che passa si aggiunge un tassello al puzzle, un puzzle fatto di colori, di odori, di sole, pioggia, di persone. Soprattutto quelle sono la scoperta più grande, un mix di tutto quello che si può immaginare, ma con una base comune, sottile, che si può all’inizio solo percepire e via via intuire.
Relazionarsi con le persone a quanto pare è la sfida più grande e la più bella. Tutto il resto viene di conseguenza, quando cambi ottica.
In una settimana abbiamo affrontato:

  • essere bianco di pelle e forse l’unico italiano nell’arco di centinaia di km (si ricordano ancora di altri italiani che una volta sono stati qui… )
  • parlare dalla mattina alla sera solo inglese, con persone che nella maggior parte dei casi non capisci cosa ti stanno chiedendo o cosa ti rispondono quando chiedi tu
  • avere un autista
  • essere uno dei pochi (nell’ordine di uno su mille) a vestire coi jeans
  • scoprire che la tua gestualità e i tuoi modi di fare, molte volte, o sono fastidiosi o addirittura offensivi
  • mangiare con le mani (e solo la destra!)
  • essere considerato un Dio in quanto ospite, ed in tal modo essere trattato
  • sentirsi ‘diverso’, ma estremamente accettato ed aiutato in tutto
  • relazionarsi con una cultura estremamente diversa dalla propria
  • mangiare cose strane e troppo speziate
  • scoprire che tutti hanno del personale per i lavori domestici
  • scoprire che esistono tantissimi tipi di clacson diversi – biiiiiip! –
  • scoprire che ‘indossare il casco’ può voler dire avere in testa qualunque cosa!
  • le mucche per strada
  • i cani randagi, tantissimi
  • la security, metal detectors, controlli di sicurezza in ogni luogo
  • la povertà, quella vera
  • l’estrema dignità, gentilezza, calma delle persone
  • l’ebrezza tecnologica
  • vedere tutto estremamente decorato, auto, muri, pali
  • i camion che sgasano fumo nero quando accelerano
  • gli autobus del trasporto pubblico che viaggiano con le porte aperte
  • attraversare la strada senza nessuna regola, seguendo le altre persone
  • le fogne a cielo aperto
  • le persone che camminano scalze ovunque, ma non perchè non possiedono scarpe
  • registrarsi ovunque e per qualunque cosa
  • collezionare i biglietti da visita di tutte le persone che conosci (questo è feticismo!)
  • cercare casa e non vederne nessuna sotto i 200mq
  • scoprire che devi andare in giro con almeno 24 foto formato passaporto per stare tranquillo ( !?!?)
  • dover fare urgentemente dei biglietti da visita da dare a tutti (vedi sopra)
  • inventarsi un bel titolo con cui presentarsi alle persone
  • mangiare in un ristorante di lusso pagando 5 euro
  • pagare tante altre cose come in Italia

About Luca

Manuela's husband, I like photography and writing. I'm an Architect, but today it appears outmoded. / Marito di Manuela, mi diletto con la fotografia e la scrittura. Sono Architetto, ma a quanto pare di questi tempi è fuori moda.

6 responses »

  1. We guess it must be an enormously confusing and (hopefully) exciting mixture of all things imaginable with every day an new advenure! When does work start – or has it perhaps already satarted?

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