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Day two in India. Yes, now it’s sure: our world is changed.
Yesterday I thought that it was yet a normal day: during the morning a car came to take us at the hotel to have a trip around the city. A little time spent in the central part of Bangalore, MG Road; then a relaxing hour at Lal Bagh Park, in the south-west part of town, a huge and pleasant park; next step, a visit to a beautiful and posh mall to have lunch in a typical indian restaurant. Then another mall, Mantri Mall, two hours spent in a large mall with four levels of shops for shopping. During the night we had dinner at Karibu restaurant, one of the five restaurants of Zuri Hotel.
Not normal: a driver came with the car, his name is Srinivas, and he will be our personal driver from Monday to Saturday, twelve hours between 7 am and 11 pm, for the next two years. He is a very good driver even if he arrive more or less at the steer, he doesn’t use horn too much, he is always calm, nice, smiling. He arrived with a strange model of Toyota, that I have never seen, Toyota Innova, with the right-hand drive. He put an image of Sri Ganesh on the panel and some little flowers.
At lunch we ate some mysterious things, some good, others not so much but all not recognizable very well.
Lal Bagh Park is a very nice park, a huge botanical garden with a lake, thousands of strange and big trees, a glass house inspired from the Crystal Palace of London. Great greens, hedges, a big rose garden and many families that passed there our Sunday. Ten rupiees (0.15€) a person to enter, one thousand and five hundred rupiees (21€) to have a guided tour. The first price is present at the entrance, the second is in the mood of the guide. No way, solo tour.
Succeeding trip to Mantri Mall to have photos. We needed personal pictures in two sizes: passport size and stamp size. For burocracy. To claim the residence permit in India.
Today we tasted India in a better way.
Appointment at 9.30 am, 16.5 Km to go to the HR office, one hour and a quarter to arrive by car. During the trip we have seen on the road barefooted people, hens, every type of vehicles, cows. Really, cows were on the traffic island, ruminating and observing cars and people. Except one of them, that was pulling a cart, and she had blue horns and little bells. Every type of sounds, car horns, a cacophonic concert. Crossing people everywhere. So slow a journey that I fell asleep two times.
At 11 am we had an appointment with HR people, that gave us information about the assignment, and about the burocracy we will face to be recognized as Not Ordinary Residents. At that point, I started to realize what we have done. I cannot deny that at that moment I felt a little frightened.
But the show must go on. In the afternoon, fiscal briefing into another big building. Then we asked to the driver to come back to the hotel, for today it was enough.
Impressions: hundreds. The strange feeling to be on holiday; the incredible and calm traffic on the roads; the counsciousness that something is not ordinary. To speak english every time, and know that when you are speaking italian language, you are the stranger. Cows, hens, people roaming everywhere, without shoes. Colors and smells, very good, very strong, very impressive. Also the body deodorant I have bought smells like spices. People are really decent, calm, conscious, kind. When they speak, when they move. The consciousness that in this country some strange works are still existing, as the usher, the man that claims the elevator, and so on. The kindness to offer to you a cup of tea when you are in a meeting, a fine porcelain cup gold-rounded with black tea and two sugar cubes. All is high tech and ancient at the same time.
Now I’m going to sleep. Tomorrow we will face the cultural integration course in the morning, and during the afternoon we will start searching home.
I think really that, still today, cultural integration has run over me.

Secondo giorno in India. Si, ora è sicuro: il nostro mondo è cambiato.
Ieri pensavo che fosse ancora un giorno normale: di mattina, una macchina ci è venuta a prendere all’hotel per fare un tour della città. Un pò di tempo speso nella via centrale, MG Road; poi un’oretta rilassante a Lal Bagh Park, situato nella parte sud ovest della città; il passo successivo, la visita ad un bellissimo centro commerciale, molto elegante, dove abbiamo pranzato in un tipico ristorante indiano. Successivamente, un giro in un altro enorme centro commerciale, il Mantri Mall, due ore di shopping e quattro piani di negozi.
La sera, cena al ristorante Karibu, uno dei cinque ristoranti dello Zuri Hotel.
Cose non normali: un autista è arrivato con la macchina, il suo nome è Srinivas e sarà il nostro autista personale dal lunedì al sabato, dodici ore a disposizione dalle 7 alle 23, per i prossimi due anni. E’ un autista molto bravo, anche se arriva a malapena al volante, non usa il clacson quasi mai, è sempre calmo, simpatico, sorridente. E’ arrivato guidando un modello strano di Toyota, che non avevo mai visto, una Toyota Innova, guida a destra. L’autista ha messo una statuetta di Sri Ganesha sul cruscotto e un pò di fiorellini.
A pranzo abbiamo mangiato alcune cose misteriose, alcune buone, altre non molto ma tutte non molto riconoscibili.
Il Lal Bagh Park è un parco molto carino, un immenso giardino botanico con un lago, migliaia di grossi alberi molto strani, una serra ispirata al Crystal Palace di Londra. Grandi prati, siepi, un grosso roseto, molte famiglie che passano là la loro domenica. Dieci rupie (0.15€) l’ingresso a testa, mille e cinquecento (21€) per un’ora di tour guidato. Il primo prezzo è segnato all’ingresso, il secondo è a sentimento della guida. Ok, tour in solitaria.
Successivamente siamo andati al Mantri Mall, per fare delle foto. Avevamo bisogno di fare foto in due dimensioni: una simil-passaporto e una a dimensione francobollo. Per la burocrazia. Per chiedere il permesso di residenza in India.
Oggi abbiamo assaggiato meglio l’India.
Appuntamento alle 9.30, 16.5 Km da fare per raggiungere l’ufficio risorse umane, un’ora ed un quarto per arrivarci in macchina. Durante il viaggio abbiamo visto sulla strada persone scalze, galline, ogni tipo di veicolo, mucche. In realtà, le mucche erano sullo spartitraffico, belle calme a ruminare ed osservare uomini ed auto. Eccetto una, che stava trainando un carretto e aveva le corna blu con sopra dei campanellini. Abbiamo sentito ogni tipo di suono, clacson, un concerto cacofonico. Persone che attraversavano ovunque. Un viaggio talmente lento che mi sono addormentato due volte in macchina. Alle 11 avevamo appuntamento con i consulenti delle risorse umane, che ci hanno dato tante informazioni sull’international assignment e sulla burocrazia da affrontare per essere riconosciuti come Residenti Non Ordinari. A quel punto, ho incominciato a realizzare quello che avevamo fatto. Non posso negare che in quel momento mi sono sentito leggerissimamente spaventato. Ma lo spettacolo deve andare avanti.
Nel pomeriggio briefing fiscale in un altro grande edificio. Finito quello, abbiamo chiesto all’autista di portarci in hotel, per oggi era abbastanza.
Impressioni: centinaia. La sensazione strana di essere in vacanza, il traffico incredibile ma calmo, la consapevolezza che qualcosa non è normale. Parlare inglese tutto il tempo, e sapere che quando stai parlando italiano, sei tu ad essere lo straniero. Mucche, galline, persone che vagano ovunque, senza le scarpe. Colori e odori, buoni, molto forti, molto impressionanti. Anche il deodorante sa di spezie. Le persone sono veramente dignitose, calme, consapevoli, dolci. Quando parlano, quando si muovono. La consapevolezza che esistono ancora in questa parte del mondo alcuni strani lavori, come l’usciere e l’omino che ti chiama l’ascensore. La gentilezza di ordinarti una tazza di té mentre sei in riunione, una tazza in fine porcellana con il bordino dorato con té nero e due zollette di zucchero. Tutto è estremamente moderno e tecnologico ed antico nello stesso tempo.
Ora vado a dormire. Domani affronteremo una parte del corso di integrazione culturale di mattina, mentre nel pomeriggio incominceremo a cercare casa.
Veramente penso proprio che, oggi, il corso di integrazione culturale mi abbia già investito.

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